“Der Geteilte Himmel” di Konrad Wolf è un esemplare di rilievo del cinema della DDR. Alla sceneggiatura collaborò la stessa Christa Wolf ed infatti chi ha letto il libro afferma che il film gli è molto fedele. Il tono della narrazione – come molto spesso nei film di Konrad Wolf – è quotidiano e non enfatico, come pure non sentimentale. Nel senso che non vi è romanticismo nel senso classico, ma non che manchi una rappresentazione della storia d’amore sensibile e ricca di dettagli psicologici. Il modo di raccontare del regista tedesco è in parte anticonvenzionale, perché la storia è costruita più con l’accostamento di scene successive che con un tradizionale racconto cinematografico. Eppure la trama non è affatto discontinua, ma anzi molto omogenea e senza salti o accelerazioni. Le situazioni e gli ambienti hanno molto di sottinteso, poiché lo spettatore ricava il senso completo di quello che sta accadendo dagli accenni nei dialoghi e dallo stato d’animo dei personaggi, peraltro rappresentato con molta attenzione e sensibilità umana.
Il film fu proibito nella DDR, a causa dell’eccessiva problematicità con cui affronta il problema della divisione della Germania e di certi accenni sul metodo e sull’organizzazione del lavoro socialista. Il Partito chiedeva invece retorica e idealizzazione della realtà.